Nel primo numero di Cornflower Haiku Magazine anche un mio haibun in lingua inglese che potete leggere a pag.12.
Di seguito l’originale in italiano
Dandelion
Castiglione del lago, 10 aprile 2024
Mescolo il risotto con cura, lo faccio andare a fiamma bassa e lo lascio lì a sobbollire. Nel frattempo mi affaccio al vetro della porta finestra senza uscire. Un passero spilucca dai germogli della rosa qualche parassita o piccolo insetto poi vola sulla siepe incolta e sparisce tra le foglie. Il falso gelsomino ancora dorme, i tralci verde scuro avvolti in spirali fittissime e intricate. Qui a nord fiorisce più tardi di quello esposto a sud che invece è già pieno di rigogliosi germogli i quali in giugno si trasformeranno in profumatissimi fiori.
pioggerellina – il gatto si accoccola tra gl’iris in fiore
Nel giardino d’ingresso un primo bocciolo della rosa color malva si erge timidamente sull’esile stelo facendosi posto tra foglie e spine delle altre due rose. Trilli di uccellini lontani nel tip tap della pioggia. Nel vaso sul muretto i muscari sono sfioriti e giacciono stanchi e assetati in graziosi steli verdi di foglioline allungate. Un soffione di tarassaco nato spontaneamente e quasi totalmente privo dei suoi pappi svetta in mezzo al vaso come a dire: «Hey, ci sono anche io!»
fine del freddo – la casa degli uccelli è ancora vuota
Nel numero di Cattails 261 di Aprile 2026 sono stati pubblicati un mio haibun e uno shahai che riporto qui di seguito Potete leggere tutto il numero qui
Commento dell’editor Sonam Chhoki al mio haibun:
L’albero dei sogni di Valentina Meloni è un racconto suggestivo di memoria, amore e dell’innato desiderio umano delle “infinite possibilità” dello spirito, per usare una citazione del mistico e poeta italiano Giancarlo Bruni, che ispira questo haibun.
C’è una toccante ironia nel fatto che il violino, che incarna la bellezza ed è una potente espressione d’affetto verso il padre della poetessa, rimanga muto. Questo silenzio non nega il valore del dono della poetessa a suo padre, né diminuisce il suo profondo affetto per lui. Al contrario, ispira nella poetessa il pensiero che, latenti nel mutismo del violino, vivano l’anima e il desiderio dell’albero da cui esso è stato creato.
I tre haiku intrecciati trasmettono con forza ciò che Yves Bonnefoy (1923–2016) descriveva come l’aspirazione umana verso qualcosa di incomparabile oltre il quotidiano. Keats ci dice: “Le melodie ascoltate sono dolci, ma quelle non udite lo sono ancora di più.”
Da bambina, per il suo compleanno, a mio padre regalai un violino. Misi da parte tutti i miei pochi risparmi e andai avanti ad accantonarli a lungo. Mi recai nella vecchia bottega di musica polverosa, dove compravo sempre gli spartiti per pianoforte per i miei studi, e lo vidi, luccicante di caldo legno nella sua custodia. Mi avvicinai e tolsi un po’ di polvere col dito, l’odore buono del legno mi stordiva. Il commerciante mi chiese per chi fosse, e io risposi che era per mio padre. Egli rimase alquanto colpito e mi disse che l’albero da cui fu costruito il violino doveva essere un albero magico, perché quel violino era lì da decenni e nessuno se n’era mai curato, mi è sembrato proprio che stesse aspettando me. Uscii con in mano il prezioso involto e un pensiero, sulla soglia di quella bottega, cominciò a prendere forma.
brezza di mare— un albero conosce anche i tuoi sogni
Mio padre non sapeva suonare il violino e, forse, per questo, poteva essere considerato un regalo inutile e inappropriato. Ma quarant’anni erano importanti e le sue mani grandi, troppo grandi per un violino delicato, non dovevano dimenticare l’anima di linfa e le foglie verdi che avevano abitato l’albero e i suoi sogni.
colpo di vento— per un istante la foglia torna al suo ramo
Anche se il violino è rimasto in silenzio per quasi quarant’anni, so che esiste ancora una melodia inudibile che attende di essere suonata.
suona una musica— nostalgia d’infinito * nell’aria mite
*Mi riferisco alle parole del mistico e poeta Giancarlo Bruni, monaco della Comunità monastica di Bose e sacerdote, nato a Marina di Massa il 18 novembre 1938. Entrato nell’Ordine dei Servi di Maria, ha trascorso la sua vita tra la comunità monastica, l’università e la predicazione in Italia e all’estero. Attualmente vive nell’Eremo delle Stinche, a Panzano in Chianti, tra Firenze e Siena, dove dedica la sua vita alla ricerca di «frammenti di luce» e all’insegnamento dell’ecumenismo.
Pubblicati in Cafe Haiku alcuni shahai (fotografia più haiku) e un haibun che qui riporto
infine luce
tra gli alberi- passaggio
a un altro mondo
il cielo immenso
le nubi non conoscono
nessun confine
reti da pesca-
tra le nuvole luci
specchiate in acqua
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Il vento di marzo
Lago di Chiusi, 28 marzo 2024
La quercia non ha ancora messo le sue foglie e dai rami nudi, in alto, all’apice della corona, svetta un grande nido, sicuramente quello di una gazza. Il cielo di marzo si staglia sul lago fermo in cui si specchiano colline addormentate. Il ciliegio di fronte casa ha emesso le prime gemme e l’aria profuma di erba fresca appena tagliata.
verde splendente – le colline ridenti di casa mia
È pomeriggio e il sole già comincia il suo lento declino. Si ode cantilenare il verso del cuculo accompagnando con voce sommessa una leggera brezza che si leva a tratti. Tutto è così tranquillo e pare che niente si muova a parte i piccoli movimenti degli arbusti e degli alberi, per noi impercettibili. La presenza umana aleggia come un brusío di sottofondo fatto di casolari sparsi sui pianori lacustri e di sparute automobili che passano sulla strada vicina. Tutto sembra immobile da lontano ma piccoli animali si nascondono nel folto del canneto e il lago è un crocicchio di incontri, di anime selvatiche che vanno ad abbeverarsi. Uno sguardo al cielo azzurro e mi sento così piccola, il ricordo di quel che ero mi sovrasta… abbandono il pensiero a ciò che non sono e lascio che il vento di marzo porti via i pensieri.
un nibbio a caccia volteggia in ampi cerchi – ombre di nubi
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March Wind
Lake Chiusi, March 28, 2024
The oak has not yet leafed out, and from its bare branches, high at the crown’s tip, a large nest stands out — surely a magpie’s.
The March sky opens above the still lake, where sleeping hills are mirrored. The cherry tree across from the house has set its first buds, and the air carries the scent of freshly cut grass.
bright green — the smiling hills of my home
It is afternoon, and the sun has already begun its slow descent. The cuckoo’s call drifts by, a soft chant accompanying a light breeze that rises now and then. Everything is so quiet it seems nothing moves, apart from the faint stirrings of shrubs and trees, imperceptible to us. Human presence lingers like a distant murmur — scattered farmhouses on the lake’s plains, a few cars passing along the nearby road. From afar, all appears still, yet small animals hide in the dense reeds, and the lake is a crossroads of encounters, of wild souls coming to drink. I glance at the blue sky and feel so small — the memory of who I once was looms over me… I let go of thoughts of what I am not and allow the March wind to carry my thoughts away.
a hunting kite circling in wide arcs — shadows of clouds
Nel numero 15 della rivista rumena Enchanted Garden Haiku Journal dal tema “Emerald” a cura di Steliana Voicu, un mio haiga. Potete leggere tutto il numero qui:
La metrica di tutta la silloge dichiara una personale capacità di scrittura, che riesce fortunatamente a mantenere quel ritmo necessario nel creare musicalità nel verso. Ella ricama figure tra “la pazienza di chi sorregge il cielo” e “la danza delle dita sui tasti bianchissimi della vita”, tra i “sepolcri di mattoni e polvere” e “un pianto trattenuto di petali di neve”, visoni che rendono il cromatismo scintillante della lirica intessuta di preziose metafore.
Antonio Spagnuolo
direttore di alcune riviste letterarie, ha pubblicato numerosi volumi di poesia e di narrativa, tutti premiati. Inserito nella “Letteratura italiana”. Collabora a periodici di varia cultura. Dirige la collana di poesie “Frontiere della poesia contemporanea” per le edizioni ” La valle del tempo” – Presidente giuria del premio “L’assedio della poesia 2020”. Tradotto in varie lingue.
Oggi scrivo di بلال المصري Bilal Al Masri e della sua raccolta tradotta in inglese “Because of you”. All’interno traduzioni delle sue opere accompagnate da alcune tele di Juan Gris. Grazie a Diwali – Rivista contaminata per l’ospitalità. Potete leggere la recensione e le sue poesie qui articolo rilanciato in lingua inglese su Insight Magazine in The Pinnacle News Review, quotidiano digitale in continua evoluzione.
Buona lettura
My Mother
Her silence is a boat, sea is but a drop upon her palm, that is how I plan to drown wrapped in her blue sheets, swaying, to and fro, until the universe grows old. How many waves are you, Mother? Oh, plenty. Still I ask, and your silence endures. That is the answer I love. In every seashell there’s a song – seagulls are becoming clouds impossible to separate from sky. I no longer know what to become for I have lost my song. Mother I dangle from the swing of your silence. I teach my children how to handle water without injuring the waves.
Mia madre Il suo silenzio è una barca, il mare non è che una goccia nel suo palmo: così ho deciso di annegare, avvolto nelle sue lenzuola azzurre, ondeggiando, avanti e indietro, finché l’universo non diventi vecchio. Quante onde sei, Madre? Oh, tante. Eppure continuo a chiedere e il tuo silenzio perdura. È questa la risposta che amo. In ogni conchiglia c’è un canto – i gabbiani stanno diventando nuvole, impossibili da separare dal cielo. Non so più cosa diventare perché ho perduto il mio canto. Madre, mi dondolo all’altalena del tuo silenzio. Insegno ai miei figli come toccare l’acqua senza ferire le onde.
§
I testi sono tratti da: “Because of You” Selected Poems – Bilal Al Masri tradotti dall’arabo da: Dr. Anba Jawi MBE e Dr. Mohamad Haj Mohamad le traduzioni italiane qui presenti sono di Valentina Meloni
Su 2208 partecipanti al Premio Ossi di Seppia ho ricevuto assieme ad altre nove poetesse anche questo riconoscimento: Il Gran Premio della Giuria per entrambe le sezioni di poesia singola inedita (A) e raccolta di poesia inedita (B).
“Tenendo conto della forse eccessiva opera di selezione, abbiamo deciso di aggiungere una categoria di indubbio pregio: il GRAN PREMIO DELLA GIURIA ASSOLUTO, basato sul valore dei testi, che interessano e sommano le sezioni A e B, ovvero per gli autori che hanno partecipato ad entrambi i settori.“
A Teheran nonostante la mattanza continuano a manifestare. Ammiro questo popolo coraggioso. Le immagini strazianti che sono giunte nei giorni scorsi mi hanno ammutolita. Ma vedere questa folla gridare nelle piazze e nelle strade della città è qualcosa di commovente e forte allo stesso tempo. Come si può vivere appesi a un filo?
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